Deducibilità perdite di crediti modesta entità

L’articolo 101 del TUIR concernente “Minusvalenze patrimoniali, sopravvenienze passive e perdite” al comma 5 disciplina le perdite su crediti, precisando, che le « (…) perdite su crediti, diverse da quelle deducibili ai sensi del comma 3 dell’articolo 106, sono deducibili se risultano da elementi certi e precisi (…). Gli elementi certi e precisi sussistono in ogni caso quando il credito sia di modesta entità e sia decorso un periodo di sei mesi dalla scadenza di pagamento del credito stesso.

Il credito si considera di modesta entità quando ammonta ad un importo non superiore a 5.000 euro per le imprese di più rilevante dimensione di cui all’articolo27, comma 10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e non superiore a 2.500 euro per le altre imprese. » Lo stesso comma prevede, inoltre, che si considerano presenti gli elementi certi e precisi che determinano la deducibilità della perdita in tutti i casi di cancellazione dei crediti dal bilancio operata in applicazione dei principi contabili.

Secondo la precedente normativa era onere del contribuente dimostrarne la deducibilità, come componente negativa del reddito d’impresa, con elementi certi e precisi. Con l’attuale normativa, invece, “gli elementi certi e precisi sussistono in ogni caso quando il credito sia di modesta entità e sia decorso un periodo di sei mesi dalla scadenza di pagamento del credito stesso”.

Con riferimento all’esercizio di deducibilità delle svalutazioni contabili dei “mini-crediti”, la normativa ha stabilito queste che sono deducibili nell’esercizio in cui il credito viene cancellato dal bilancio.
In questo modo, si permette al contribuente di “rinviare” la deduzione di tali svalutazioni, come perdite, al momento dell’eliminazione del credito dal bilancio, così da evitare l’automatica trasformazione delle svalutazioni stesse in perdite, eliminando in eventuali problematiche gestionali.
In presenza di svalutazioni contabili, la scelta dell’esercizio in cui portare in deduzione il componente negativo divenuto fiscalmente rilevante spetta all’impresa creditrice, con l’unico limite temporale rappresentato dal periodo d’imposta in cui il credito viene cancellato dal bilancio.
Tuttavia, si evidenzia che la cancellazione in bilancio dei “mini-crediti”, svalutati e dedotti in esercizi precedenti, sarà fiscalmente irrilevante, in quanto, essendo stati già dedotti, non produrranno effetti ai fini fiscali.

Se chiaramente prima della cancellazione dal bilancio, i “mini-crediti”, la cui svalutazione è stata dedotta come perdita, vengono incassati anche solo parzialmente, si genera una sopravvenienza attiva, rilevante ai fini fiscali, pari all’importo incassato.

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