Assenza dal lavoro per malattia

Cosa si intende per malattia sul lavoro

Per MALATTIA si intende “uno stato patologico tale da determinare una condizione di incapacità al lavoro specifico svolto da quel lavoratore .
L’impossibilità della prestazione lavorativa determina la sospensione del rapporto di lavoro .

Obbligo del lavoratore : Comunicazione e certificazione dell’assenza

I termini entro i quali il lavoratore deve comunicare la sua assenza per malattia sono stabiliti dai CCNL.
Il dipendente deve far inviare all’INPS dal medico, entro il giorno successivo a quello di inizio malattia, il relativo certificato ed entro i due giorni successivi, deve trasmettere al datore di lavoro la copia cartacea o il codice identificativo del certificato.
Gli stessi termini valgono in caso di prosecuzione della malattia e quindi, nel caso in cui la prognosi terminasse il venerdì ma non ci fosse stata guarigione, il lavoratore dovrà chiedere l’emissione di un certificato di prosecuzione di malattia entro la domenica, presso la Guardia Medica se il medico convenzionato dovesse risultare irreperibile.
Non esistono periodi minimi, per cui la certificazione può essere richiesta anche per mezza giornata di assenza per malattia.
Il lavoratore deve farsi trovare nella propria abitazione durante le fasce di reperibilità

Obbligo del lavoratore : reperibilità

Il datore di lavoro può richiedere visite di controllo alla A.S.L. o all’I.N.P.S. già nel primo giorno di assenza e senza dover aspettare il ricevimento del certificato medico. A tale proposito il lavoratore deve rendersi reperibile presso il suo
domicilio oppure presso un domicilio diverso, se preventivamente comunicato al datore di lavoro, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 di ogni giorno, festivi compresi.

Cosa è il periodo di comporto

Per periodo di comporto si intende la somma di tutte le assenze per malattia avvenute in un determinato arco di tempo. Durante il periodo di comporto (malattia) viene conservato il posto di lavoro.  Superato il periodo di comporto il lavoratore pubblico e privato può essere licenziato. Quasi tutti i contratti di lavoro, in caso di superamento del periodo di comporto, consentono al lavoratore di richiedere un ulteriore periodo di aspettativa non retribuita.
SECCO: il lavoratore ha diritto di assentarsi per un certo numero di giorni consecutivi stabiliti dal CCNL e non oltre.
PER SOMMATORIA: tiene conto di tutte le assenze che il lavoratore compie in un determinato arco di tempo, normalmente di tre anni, che, sommate, non devono superare il periodo di tempo stabilito dal CCNL.

Indennità a carico del datore di lavoro

Durante i periodi di malattia l’onere della retribuzione rimane a carico esclusivo del datore di lavoro nei seguenti casi:
– per le categorie di lavoratori escluse dall’indennità INPS;
– per i primi giorni di malattia (normalmente 3) stabiliti nei contratti collettivi;
– per tutte le festività del periodo di malattia per gli operai e per le festività cadenti di domenica per gli impiegati del Terziario.

Indennità a carico dell’INPS

Il datore di lavoro deve anticipare l’indennità a carico INPS e recuperare la stessa dal versamento dei contributi (quindi senza costi a suo carico):
– agli operai, qualsiasi sia il settore di attività;
– agli impiegati e quadri se l’inquadramento contributivo presso l’INPS è
– nel settore Terziario (Commercio, Pubblici Esercizi, Servizi, Studi Professionali ecc).

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Conguaglio contributivo e fiscale

Cosa è l’imponibile previdenziale

Con il termine imponibile previdenziale si intende l’importo della Retribuzione derivante dal Libro Unico del Lavoro sul quale vengono
calcolati i contributi previdenziali ed assistenziali a carico del dipendente e del datore di lavoro.
La base imponibile è individuata secondo il nuovo art. 51 DPR 917/86.
Per determinare il reddito imponibile si devono prendere in considerazione tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo
percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro.

Come si determina il reddito da lavoro dipendente

Il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutte le somme e i valori in genere a qualunque titolo percepiti nel periodo di imposta in relazione al rapporto di lavoro al netto dei contributi a carico del lavoratore.
Sono considerati anche redditi di lavoro dipendente: pensioni; interessi legali; rivalutazioni monetaria per i crediti da lavoro

Come si calcolano le imposte nel periodo paga

Il reddito da lavoro dipendente viene assoggettato a prelievo alla fonte nel periodo di paga. Il datore di lavoro assume la veste di sostituto di imposta, nel momento della corresponsione delle retribuzioni, applicando un meccanismo di tassazione rapportato al periodo di paga.
Sono previste delle ALIQUOTE DI IMPOSTA che devono essere applicate agli scaglioni di reddito. Tali aliquote sono applicate sull’IMPONIBILE FISCALE che non corrisponde all’intera retribuzione maturata dal dipendente ma solo alla parte di esse depurata dei contributi previdenziali. Alle imposte così determinate vanno poi sottratte le DETRAZIONI (lavoro dipendente e per carichi di famiglia) spettanti al lavoratore. L’applicazione delle detrazioni è subordinata alla presentazione al sostituto di imposta, da parte del lavoratore, di un’apposita dichiarazione di spettanza.

Cosa è la tassazione provvisoria e definitiva ?

La TASSAZIONE si effettua:
1) In via PROVVISORIA nel periodo di paga
2) In via DEFINITIVA in occasione del conguaglio di fine anno o di fine rapporto
Nel periodo di paga occorre:
Sommare tutti gli importi ed i valori percepiti dal lavoratore nel periodo di paga
Ragguagliare gli scaglioni annui di reddito al periodo di paga
Ottenuta l’imposta lorda si sottraggono da questa le detrazioni spettanti al lavoratore nello stesso periodo di paga

Come si calcola il conguaglio

L’Irpef mensile calcola i reddito probabile dell’intero anno solare, al conguaglio vengono scalati gli anticipi, le detrazioni applicate e
vengono rimborsate le eccedenze maturate. Il conguaglio viene presentato in sede di dichiarazione dei redditi. Come per l’Irpef
annuale, l’imponibile fiscale di determina applicando l’aliquota dei singoli scaglioni Irpef mensili

Come si calcola l’addizionale regionale per i redditi da lavoro

L’addizionale regionale deve essere applicata sul Reddito Complessivo al netto degli oneri deducibili e della rendita dell’abitazione principale.
L’importo emergente dalle operazioni di conguaglio al 31 Dicembre viene trattenuto al lavoratore in 11 rate nel corso del periodo di imposta successivo.
In caso di cessazione l’intero residuo sarà trattenuto e versato tramite Modello F24 dal sostituto d’imposta.
Per il versamento il sostituto d’imposta dovrà utilizzare la sezione REGIONI del Modello F24 (Codice tributo 3802).
L’importo dell’addizionale regionale liquidato va indicato nella CU.

Come si calcola l’addizionale comunale per i redditi da lavoro

L’addizionale comunale deve essere calcolata e versata dal sostituto d’imposta (datore di lavoro) con le stesse modalità dell’addizionale regionale, avendo come riferimento il comune dove il lavoratore ha il domicilio fiscale.
Il potere di determinare l’aliquota è del Consiglio Comunale.
L’importo emergente dalle operazioni di conguaglio al 31 Dicembre viene trattenuto al lavoratore in 11 rate nel corso del periodo di imposta successivo.
L’aliquota massima applicabile è del 0,80% (ci sono casi in cui può essere maggiorata).
A partire dal 2007 è stato introdotto il versamento dell’acconto dell’addizionale comunale.
L’addizionale comunale verrà versata con un sistema di acconto ed un successivo saldo.

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Infortunio sul lavoro : presupposti e comunicazione

Cosa è l’infortunio sul lavoro

L’infortunio sul lavoro è l’evento traumatico, avvenuto per una causa violenta sul posto di lavoro o anche semplicemente in occasione di lavoro, che comporta l’impossibilità di svolgere l’attività lavorativa per più di tre giorni.

Presupposti per l’infortunio sul lavoro

Presupposti perché si possa parlare di infortunio sono:
– un evento traumatico dal quale deriva una lesione alla salute del lavoratore o la sua morte
– un collegamento tra questo evento e lo svolgimento dell’attività lavorativa
– una durata dell’inabilità al lavoro di più di tre giorni
– la c.d. causa violenta

L’infortunio sul lavoro in itinere

L’infortunio in itinere è l’infortunio che il lavoratore subisce nel tragitto che deve necessariamente percorrere per recarsi sul luogo di lavoro

Ovviamente per potere essere indennizzato, l’infortunio deve avvenire all’interno del normale percorso (di andata e di ritorno) effettuato per recarsi sul lavoro. Per questo motivo se il lavoratore effettua delle interruzioni del tragitto o delle deviazioni che non sono necessarie l’assicurazione obbligatoria non coprirà l’evento lesivo.

Obbligo di comunicazione dell’infortunio sul lavoro

Il lavoratore è obbligato a dare immediata notizia di qualsiasi infortunio che gli accada, anche se di lieve entità, al proprio datore di lavoro (anche dirigente o preposto). Il lavoratore che non adempie a tale obbligo perde il diritto all’indennità economica temporanea per i giorni antecedenti a quello in cui il datore di lavoro ne ha avuto conoscenza. Il lavoratore è altresì tenuto a far pervenire al datore di lavoro i certificati medici attestanti l’inizio, la continuazione e la guarigione dall’infortunio .

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