Detrazione Iva e fatture elettroniche

L’articolo 19 del DPR n° 633/72 stabilisce le regole per la detrazione dell’IVA pagata per le operazioni passive, specificando che
“Il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l’imposta diviene esigibile ed è esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo”

Accanto al DPR n° 633/72 occorre  anche considerare il DPR n 100/98 articolo 1 comma 1, in cui si specifica che chi ha ricevuto e annotato, entro il 15 del mese successivo, fatture elettroniche relative ad operazioni eseguite nel mese precedente, può esercitare il diritto alla detrazione con riferimento alla liquidazione periodica del mese precedente.
Possono infatti intercorrere diversi giorni da quando vengono effettuate le operazioni, emesse le fatture elettroniche e ricevute dal destinatario e quindi questo articolo assicura di poter far slittare la detrazione al mese di effettuazione dell’operazione, aspettando quanto necessario.

Affinchè la detrazione dell’IVA sulle fatture elettroniche possa avvenire si devono compiere due aspetti fondamentali: quello sostanziale e quello formale. I presupposti sostanziali corrispondo all’effettuazione dell’operazione. Mentre quelli formali sono relativi al “possesso di una valida fattura di acquisto”. Entrambi sono previsti dalla Direttiva n°2006/112/CE e specificata anche nella Circolare n°1/E/2018 dell’Agenzia delle Entrate.
Nel processo della fatturazione elettronica, la e-fattura è considerata ricevuta, quando è stata correttamente recapitata all’indirizzo telematico del cessionario. Solo da quel momento in poi è possibile l’esercizio della detrazione, perché i presupposti sostanziali e formali si sono verificati.

Nell’articolo 25 del DPR 633/10972, che tratta l’annotazione degli acquisti, dal primo gennaio 2019 è stato abolito ‘obbligo della protocollazione delle fatture elettroniche di acquisto. É stato abolito perché con la e-fattura, l’adempimento è compiuto tramite il Sistema di Interscambio. In pratica è possibile ricevere delle fatture elettroniche, datata inizio mese, che il Sistema di Interscambio andrà a protocollare entro il 15 del mese in corso. Successivamente poi potrebbero arrivare delle fatture relative al mese precedente.

Occorre inoltre ricordare  l’articolo 19 del DPR n 633/72, che specifica che  il termine ultimo per la detrazione dell’IVA nelle fatture elettroniche : “il diritto alla detrazione IVA può essere esercitato con riferimento all’anno solare nel corso del quale l’imposta è divenuta esigibile, al più tardi con la corrispondente dichiarazione annuale” .

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Fatture elettroniche : novità per il 2021

 

Dal 1° ottobre 2020  cambia il tracciato XML delle e-fatture, così come le specifiche tecniche per la compilazione. Il passaggio alla fattura elettronica “evoluta” sarà obbligatorio a partire dal 2021, mentre resta facoltativo l’utilizzo del nuovo standard tecnico fino a fine anno. L’obiettivo è far arrivare al Fisco dati più dettagliati e completi, utili per supportare l’avvio della dichiarazione precompilata per le partite IVA.

La versione 1.6.1 delle specifiche tecniche per la fatturazione elettronica, aggiornata il 20 aprile 2020, cambia il maniera sostanziale il tracciato XML vigente, introducendo nuove tipologie di documenti, nuovi codici natura ed informazioni più dettagliate.

Tale cambiamento è fondamentale per recepire le istanze di operatori ed associazioni di categoria e per rendere più fattibile l’operazione della precompilata per le partite IVA a partire dal 2021.

Le nuove specifiche ed il tracciato XML saranno obbligatori dal 1° gennaio prossimo, mentre nel periodo compreso tra il 1° ottobre ed il 31 dicembre vi sarà una sorta di periodo transitorio, per consentire a tutti di adeguarsi alle nuove regole tecniche.

Fattura elettronica, nuovi codici “Natura”

Sono i nuovi codici natura uno degli elementi che consentiranno all’Agenzia delle Entrate di predisporre le dichiarazioni precompilate IVA.

Infatti dal 1° gennaio 2021 partirà infatti il servizio sperimentale di predisposizione dell bozze dei registri IVA e delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA. Il servizio sarà predisposto anche mediante i dati delle fatture elettroniche trasmesse al SdI. Dal 1° ottobre, ed obbligatoriamente dal 1° gennaio 2021, vengono introdotti nuovi codici natura, che consentiranno di evidenziare nel file XML della fattura i casi di esenzione o non imponibilità IVA.

Il codice N2 si scinde in:

N2.1: non soggette ad IVA ai sensi degli artt. Da 7 a 7-septies del DPR 633/72;
N2.2: non soggette – altri casi.

Il codice N3 invece viene suddiviso in ulteriori specifici fattispecie relative ad operazioni non imponibili:

N3.1 non imponibili – esportazioni;
N3.2 non imponibili – cessioni intracomunitarie;
N3.3 non imponibili – cessioni verso San Marino;
N3.4 non imponibili – operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione;
N3.5 non imponibili – a seguito di dichiarazioni d’intento;
N3.6 non imponibili – altre operazioni che non concorrono alla formazione del plafond.
Anche il codice N6 relativo alle operazioni in reverse charge viene dettagliato in base alla specifica operazione:

N6.1 inversione contabile – cessione di rottami e altri materiali di recupero;
N6.2 inversione contabile – cessione di oro e argento puro;
N6.3 inversione contabile – subappalto nel settore edile;
N6.4 inversione contabile – cessione di fabbricati;
N6.5 inversione contabile – cessione di telefoni cellulari;
N6.6 inversione contabile – cessione di prodotti elettronici;
N6.7 inversione contabile – prestazioni comparto edile e settori connessi;
N6.8 inversione contabile – operazioni settore energetico;
N6.9 inversione contabile – altri casi.

Fattura elettronica, nuovi codici “TipoDocumento”

Nelle nuove specifiche tecniche aumentano anche le tipologie di documenti che sarà possibile trasmettere al SdI. Nascono nuovi codici “TipoDocumento”, tra cui quello relativo ai documenti per le operazioni verso operatori esteri.

Accanto al codice TD01, da utilizzare per l’invio delle fatture estere, debuttano dal 4 maggio 2020 i seguenti:

TD17 Integrazione/autofattura per acquisto servizi dall’estero;
TD18 Integrazione per acquisto di beni intracomunitari;
TD19 Integrazione/autofattura per acquisto di beni ex art.17 c.2 DPR 633/72.
La possibilità di inviare le integrazioni e le autofatture consentirà di superare l’invio dell’esterometro.

Un’innovazione per la quale si attendono ulteriori indicazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, ma che rappresenta certamente una piccola semplificazione nel mare magnum degli adempimenti a carico delle partite IVA.

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Come e quando stampare il libro giornale

 

Il libro giornale e il libro inventari possono essere conservati senza effettuare la stampa entro il termine di tre mesi decorrenti dalla scadenza prevista per l’invio della dichiarazione dei redditi.

Con il Decreto Crescita sono state introdotte novità relative alle modalità di tenuta dei registri contabili con sistemi meccanografici. Con tale provvedimento  è stata estesa anche al libro giornale ed inventari, la deroga all’obbligo di stampa degli stessi già prevista con riferimento ai soli registri IVA. Il riferimento normativo è l’art. 7 c. 4 quater del D.L. 10.6.1994 n. 357 convertito con modificazioni dalla L. 8.8.1994 n. 489 che trattò della semplificazione degli adempimenti. Precisamente è disposto che, a tutti gli effetti di legge, la tenuta di qualsiasi registro contabile con sistemi meccanografici è considerata regolare anche in difetto di trascrizione su supporti cartacei.

Alla luce delle ultime novità  e’ possibile adempiere all’obbligo di stampa del libro giornale in 3 diversi modi:

1. stampa e conservazione cartacea (imposta di bollo 16 euro ogni 100 pagine con marca da bollo fisica da acquistare prima della stampa). Si tratta della cosi detta tenuta tradizionale del libro giornale.

2. conservazione sostitutiva del libro giornale che richiede la firma digitale e la marcatura temporale (il bollo viene assolto con il pagamento di Euro 16 ogni 2.500 scritture di contabilità). Si tratta della conservazione sostitutiva .

3. in forza delle modifiche apportate con il Decreto Crescita (D.L. 34/2019) è stato aggiunto il comma 4-quater all’art. 7 del D.L. 10 giugno 1994, n. 357 che prevede un’espressa deroga all’obbligo di stampa di cui al comma 4-ter: vi è la possibilità di non stampare su carta il libro giornale ma di memorizzarlo in un file (es. file formato pdf); il bollo secondo lo studio del CNDC sembra sia più corretto assolverlo pagando 16 euro ogni 2.500 registrazioni tramite F24 on line entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio – 30.4 oppure 29.04 in caso di anno bisestile . Sembrerebbe che l’imposta di bollo possa pagarsi anche in funzione del numero delle pagine virtualmente stampate – 16 Euro ogni 100 pagine – con versamento con F23.

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Novità libri contabili e imposta di bollo

Novità Decreto Crescita per stampa libri contabili

IL Decreto Crescita ha previsto che dal 30 giugno 2019 è possibile tenere “solamente con sistemi elettronici” qualsiasi registro contabile, purché in caso di accesso, ispezione o verifica gli stessi risultano aggiornati sui predetti sistemi elettronici e vengono stampati a seguito della richiesta avanzata dagli organi procedenti ed in loro presenza.

Dalla data indicata, la stampa cartacea dei libri contabili sarà necessaria soltanto all’atto del controllo e su richiesta ampliando così la possibilità, attualmente prevista per i soli registri IVA, a tutti i registri contabili che potranno essere aggiornati con sistemi elettronici su qualsiasi supporto.

Imposta di bollo su libri contabili

Le modalità di assolvimento dell’imposta di bollo sono diversamente disciplinate in funzione del fatto se la contabilità è tenuta in modalità cartacea, ovvero su supporto informatico. Per i registri e libri tenuti su supporto cartaceo, l’imposta è dovuta ogni 100 pagine o frazione di pagine nella misura di 16,00 euro per le società che versano la tassa di concessione governativa in misura forfettaria. Euro 32,00 euro per tutti gli altri soggetti.
In tal caso l’imposta può essere assolta con due diverse modalità:
– attraverso il pagamento ad intermediario convenzionato con l’Agenzia delle entrate, il quale rilascia apposito contrassegno;
– mediante pagamento tramite modello F23.
L’imposta, in tal caso, va versata prima dell’utilizzo del libro o di ciascun blocco di 100 pagine.

Imposta di bollo su libri contabili con strumenti informatici

Per la contabilità tenuta con strumenti informatici, l’imposta è dovuta ogni 2.500 registrazioni o frazioni di esse, nella medesima misura indicata per la contabilità analogica.
Come evidenziato dalla risoluzione dell’Agenzia delle entrate 9 luglio 2007, n. 161/E, per “registrazione” si deve intendere ogni singolo accadimento contabile, a prescindere dalle righe di dettaglio. Pertanto, se si guarda al libro degli inventari per accadimento contabile deve intendersi la registrazione relativa a ciascun cespite, mentre per il libro giornale il concetto di registrazione va riferito ad ogni singola operazione rilevata in partita doppia, a prescindere dalle righe di dettaglio interessate.
In ipotesi di tenuta e conservazione digitale della contabilità, l’art. 6 del D.M. 17 giugno 2014 prevede che l’imposta sia assolta in un’unica soluzione e in via esclusivamente telematica, mediante modello F24 online.

Tempi per il versamento dell’imposta di bollo

Ai sensi del comma 2 del cit. art. 6 “il pagamento dell’imposta relativa alle fatture, agli atti, ai documenti ed ai registri emessi o utilizzati durante l’anno avviene in un’unica soluzione entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio”. L’Agenzia delle entrate con la risoluzione 28 aprile 2015, n. 43/E ha stabilito che per “anno” si deve intendere l’anno solare e l’imposta va calcolata in relazione a tale periodo. Ne consegue che, in applicazione delle disposizioni introdotte con il D.M. 17 giugno 2014, il versamento relativo ai documenti informatici emessi o utilizzati nell’anno deve essere effettuato entro il 30 aprile.

Apprendistato : vantaggi normativi ed economici

Benefici dell’apprendistato

I benefici possono essere classificati in:

1) incentivi contributivi, che si traducono nella possibilità di ridurre il costo del lavoro in caso di assunzione dell’apprendista.

2) incentivi normativi ed economici, che consentono al datore di lavoro di fruire di norme di maggior favore in caso di assunzione di un apprendista come: – il non computo nell’organico; – il sottoinquadramento

Applicazione delle norme sulla previdenza e assistenza sociale obbligatoria per gli apprendisti.

Per gli apprendisti l’applicazione delle norme sulla previdenza e assistenza sociale obbligatoria si estende alle seguenti forme:

a) assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali;

b) assicurazione contro le malattie;

c) assicurazione contro l’invalidità e vecchiaia;

d) maternità;

e) assegno familiare;

f) assicurazione sociale per l’impiego

Contribuzione a carico dell’apprendista e del datore di lavoro ?

Il datore di lavoro in occasione della corresponsione della retribuzione all’apprendista effettuerà una trattenuta contributiva (a carico dell’apprendista) per l’assicurazione IVS nella misura del 5,84%. La contribuzione complessiva dovuta dall’azienda è pari all’ 11,61%,

Pensione per gli apprendisti

Nonostante la minor contribuzione gli apprendisti maturano la propria posizione contributiva in modo totale come qualsiasi lavoratore dipendente. Tale gestione è rinvenibile dal combinato disposto del’art. 1, co. 10 L.335/1995 e dall’art. 37, co. 3, lett. d) della L. 88/1989. Infatti, mentre quest’ultima norma afferma: “Sono a carico della gestione: (…) d) gli oneri derivanti dalle agevolazioni contributive disposte per L. in favore di particolari categorie, settori o territori ivi compresi i contratti di formazione-lavoro, di solidarietà e l’apprendistato e gli oneri relativi a trattamenti di famiglia per i quali è previsto per L. il concorso dello Stato o a trattamenti di integrazione salariale straordinaria e a trattamenti speciali di disoccupazione di cui alle leggi 5 novembre 1968, n. 1115 , 6 agosto 1975, n. 427 , e successive modificazioni ed integrazioni, o ad ogni altro trattamento similare posto per L. a carico dello Stato”. Mentre la L. 335/1995, all’art. 1, co. 10 recita “Per gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria ed alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, l’aliquota per il computo della pensione è fissata al 33%”.

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