Spese di rappresentanza in contabilità

 In Amministrazione, Finanza, Controllo

Rientrano nelle spese di rappresentanza  tutti i costi sostenuti con finalità promozionali o di pubbliche relazioni .

Ai fini della detraibilità IVA e della deducibilità del costo, si considerano spese di rappresentanza quelle inerenti all’attività svolta, che siano:
effettivamente sostenute e documentate;
relative ad erogazioni a titolo gratuito di beni e servizi;
sostenute con finalità promozionali o di pubbliche relazioni;
il cui sostenimento risponda a criteri di ragionevolezza in funzione dell’obiettivo di generare anche potenzialmente benefici economici per l’impresa ovvero sia coerente con pratiche commerciali di settore.

Fondamentale è che  il sostenimento della spesa  risponda comunque a criteri di ragionevolezza e coerenza e che la spesa non sia collegata ad una controprestazione (criterio della gratuità).

È necessario che le spese di rappresentanza siano sostenute in riferimento ai clienti dell’impresa, includendo in tale definizione sia coloro che concorrono direttamente alla produzione di reddito dell’impresa, clienti effettivi, che quelli potenziali, cioè interessati all’impresa dal punto di vista commerciale.

Detraibilità IVA per le spese di rappresentanza

Ai fini Iva, l’articolo 19-bis.1, lett. h) del D.P.R. 633/1972 prevede l’indetraibilità oggettiva delle spese di rappresentanza così come definite ai fini delle imposte sul reddito, tranne quelle sostenute per l’acquisto di beni di costo unitario non superiore ad euro 50.

Quindi non è ammessa la detrazione dell’IVA relativa alle spese di rappresentanza, tranne quelle sostenute per l’acquisto di beni di costo unitario non superiore ad euro 50 euro.

Deducibilità reddito per le spese di rappresentanza

Il Decreto Legislativo n. 147/2015 in merito all’importo massimo che è possibile dedurre dal reddito.
Intervenendo su quanto previsto dal comma 2 dell’art. 108 del Tuir, ha previsto i seguenti limiti di detraibilità per imprese e società:

– 1,5% dei ricavi e altri proventi della gestione caratteristica fino a euro 10 milioni;
– 0,6% dei ricavi e altri proventi della gestione caratteristica per la parte eccedente euro 10 milioni e fino a 50 milioni;
– 0,4% dei ricavi e altri proventi della gestione caratteristica per la parte eccedente euro 50 milioni;
Le spese relative a beni ceduti gratuitamente di valore unitario non superiore a 50 euro sono deducibili dal reddito di impresa senza considerare il meccanismo del plafond di deducibilità dell’articolo 108, comma 2, Tuir (omaggi).
Le spese di rappresentanza sostenute dai professionisti sono deducibili nei limiti dell’1 per cento dei compensi percepiti nel periodo d’imposta.

Spese alberghiere e spese di rappresentanza

Le spese sostenute per prestazioni alberghiere e per somministrazioni di alimenti e bevande che configurano spese di rappresentanza, devono essere assoggettate:

– in via preliminare, alla specifica disciplina prevista dall’articolo 109, comma 5, Tuir per le spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande (deducibilità nei limiti del 75%);
– successivamente, alla disciplina di cui all’articolo 108, comma 2, Tuir, ai sensi del quale l’importo delle predette spese, ridotto al 75%, deve essere sommato all’importo delle altre spese di rappresentanza. L’ammontare così ottenuto è deducibile entro il limite del plafond.

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