Trattamento di fine rapporto : come si calcola ?

 In Risorse Umane

In ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato  il lavoratore ha diritto (art. 1, L. 297/82), per ciascun anno di servizio, ad un trattamento di fine rapporto.

Il TFR è pari per ciascun anno alla retribuzione utile per 13,5, meno il contributo 0,50% (Fondo pensione) calcolato sulla retribuzione imponibile contributiva. L’ammontare così determinato, con esclusione delle quote maturate nell’anno e delle quote versate al Fondo di previdenza complementare si applica la rivalutazione annua pari a:
– 1,5% in misura fissa annua;
– 75% dell’indice ISTAT maturato rispetto al dicembre dell’anno precedente.
La valutazione delle somme versate al Fondo INPS di gestione dei TFR (aziende con almeno 50 addetti), seppur pagata dall’azienda risulta a carico del fondo stesso.
Il TFR deve essere calcolato sulla retribuzione effettivamente erogata nell’anno e non sulle competenze maturate, ma non erogate (criterio di cassa) .

TFR e retribuzione

La retribuzione su cui va calcolato l’accantonamento annuo comprende tutte le somme e l’equivalente in denaro delle prestazioni in natura corrisposte al lavoratore in dipendenza del rapporto di lavoro, purché a titolo non occasionale , fatte salve diverse previsioni dei contratti collettivi . Dalla retribuzione deve essere escluso quanto corrisposto a titolo di rimborso spese.

Nel caso di sospensione dal lavoro durante l’anno per una delle cause indicate di seguito per il calcolo della retribuzione deve essere computato l’equivalente della retribuzione cui avrebbe avuto diritto il lavoratore in caso di normale svolgimento del rapporto ( art. 2120 , c. 3, c.c.):
– infortunio e malattia professionale;
– malattia;
– donazione sangue;
– gravidanza e puerperio ;
– cassa integrazione ordinaria e straordinaria;
– contratti di solidarietà.

TFR e cessazione del rapporto di lavoro

Nel caso di assunzione o cessazione del rapporto nel corso dell’anno, si considerano come mesi lavorati per intero le frazioni lavorate nel mese pari o superiori a 15 giorni.
I contratti collettivi possono prevedere la computabilità anche di ulteriori periodi di assenza, ma non peggiorare la previsione della legge.

TFR e anticipazioni

Il lavoratore, durante lo svolgimento del rapporto ha diritto di chiedere un’anticipazione non superiore al 70% del TFR maturato alla data della richiesta (art. 2120, c. 6, c. c. ), purché sussistano le seguenti condizioni (i CCML possono prevedere condizioni di miglior favore e stabilire i criteri di priorità per l’accoglimento della richiesta) :
– che il lavoratore abbia un’anzianità di servizio presso lo stesso datore di lavoro di almeno 8 anni;
– che le richieste rientrino entro i limiti annui del 10% degli aventi diritto e comunque del 4% del numero totale dei dipendenti  ;
– che sia giustificata dalla necessità di spese sanitarie e per l’acquisto della prima casa di abitazione.
L’anticipazione può essere chiesta soltanto una volta nel corso dello stesso rapporto di lavoro ed è detratta a tutti gli effetti, dal TFR.

 

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