Novità contributive 2019 per i lavoratori dipendenti

 In Risorse Umane

Ecco alcune delle più importanti novità per il 2019  in materia di versamento di contributi all’Inps

Aumento del contributo aggiuntivo per i lavoratori a tempo determinato

In aggiunta alla contribuzione ordinaria dovuta per il lavoratore in base alla qualifica, per coloro che sono assunti a tempo determinato, compresi i lavoratori somministrati, è dovuto un contributo aggiuntivo del 1,4%. L’articolo 3, comma 2, della Legge 96/2018, di conversione del D.L. n. 87/2018 stabilisce che, a decorrere dal 14 luglio 2018 (data di entrata in vigore del medesimo decreto), il contributo aggiuntivo a carico del datore di lavoro è incrementato dello 0,5% in occasione di ciascun rinnovo del contratto a tempo determinato, anche in somministrazione.

L’aumento del contributo, che si applica solo nei casi di rinnovi e non delle proroghe, deve essere calcolato in maniera incrementale. Pertanto:

per il primo contratto stipulato, il contributo è pari al 1,4%;
per il primo rinnovo (che coincide con il secondo contratto stipulato), il contributo diventa 1,9%;
per il secondo rinnovo diventa 2,4%;
e così via, aumentando il contributo dovuto per il contratto precedente dello 0,50%, al rinnovo successivo (Ministero del lavoro, Circolare n. 17 del 31.10.2018).

Ticket di ingresso al licenziamento

Per i lavoratori che cessano il rapporto di lavoro a tempo indeterminato per una delle motivazione che possono potenzialmente dare diritto alla NASpI è dovuto un contributo aggiuntivo che è entrato nel linguaggio comune come “Ticket di licenziamento”.

Il contributo da versare all’INPS all’atto della interruzione del rapporto di lavoro di lavoratori con rapporti a tempo indeterminato per le causali che, indipendentemente dal requisito contributivo, darebbero diritto alla NASpI, è pari al 41% del massimale NASpI per ogni 12 mensilità di anzianità aziendale negli ultimi 3 anni. La legge di stabilità 2018 ha stabilito che per le aziende rientranti nel campo di applicazione della CIGS, in caso di licenziamenti collettivi, la percentuale è innalzata all’82% del massimale NASpI (legge 27.12.2017, n. 205, art. 1 comma 137).

Datori di lavoro agricolo e navi da pesca iscritte nei registri delle navi minori

Prosegue per i datori di lavoro agricolo e per le aziende del settore della pesca esercitata con le navi minori il percorso di innalzamento dell’aliquota IVS a carico del datore di lavoro per gli operai a tempo indeterminato e a tempo determinato ed assimilati che li porterà al raggiungimento dell’aliquota contributiva del 32% per il settore agricolo e al 33% per le Navi da pesca.

 

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