Spese di vitto e alloggio : aspetti fiscali e contabili

 In Amministrazione, Finanza, Controllo

Dal punto di vista fiscale il trattamento relativo alle spese per alberghi e ristoranti riguarda sia l’IVA che le imposte dirette.

Detraibilità dell’iva per le spese di vitto e alloggio

L’IVA a credito risultante dalle fatture di acquisto legate a prestazioni alberghiere e di somministrazioni di alimenti e bevande è interamente detraibile, sia per il professionista che per l’impresa, secondo le regole dettate dall’articolo 19 del D.P.R. 633/1972, a condizione che i costi siano inerenti lo svolgimento dell’attività e documentati esclsivamente in fattura.
Il diritto alla detrazione dell’IVA deve comunque ritenersi precluso nel caso in cui le prestazioni di ristorazione o alberghiere assumano natura di “spese di rappresentanza”, come definite ai fini delle imposte sui redditi. L’imposta gravante sulle spese di rappresentanza è, difatti, oggettivamente indetraibile ai sensi dell’articolo 19-bis1, comma 1, lettera h) del D.P.R. 633/1972, fatta eccezione per l’imposta assolta sull’acquisto di beni omaggio di costo unitario non superiore ad Euro 50.

Deducibilità del costo per le spese di vitto e alloggio

Per quanto riguarda la deducibilità del costo, con riferimento alla determinazione del reddito di lavoro autonomo, l’articolo 54, comma 5 del TUIR stabilisce che: “Le spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazione di alimenti e bevande sono deducibili nella misura del 75 per cento e, in ogni caso, per un importo complessivamente non superiore al 2 per cento dell’ammontare dei compensi percepiti nel periodo d’imposta.”
Per quanto riguardala la determinazione del reddito d’impresa l’articolo 109, comma 5 del TUIR stabilisce che “le spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande, diverse da quelle di cui al comma 3 dell’articolo 95, sono deducibili nella misura del 75 per cento”.
Rientrano nell’ambito applicativo della limitazione tutte le spese di vitto e alloggio sostenute dall’impresa, fatta eccezione per quelle relative alle trasferte effettuate fuori dal territorio comunale dai lavoratori dipendenti e dai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, compresi gli amministratori di società per i quali non opera il limite del 75%. Queste ultime spese sono deducibili per un ammontare giornaliero di Euro 180,76, per le trasferte in Italia ed Euro 258,23, per le trasferte all’estero.
Il limite del 75% si applica anche quando le spese per vitto ed alloggio sono da considerarsi “di rappresentanza”. In questo caso, però, occorre interfacciare questi costi con il plafond di deducibilità determinato ai sensi dell’articolo 108, comma 2, del TUIR.
Occorre precisare che spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute a beneficio dei clienti, effettivi e potenziali, non costituiscono spese di rappresentanza ma di pubblicità, nel caso in cui siano sostenuti in occasione di fiere o eventi similari;
Normalmente per i seguenti costi, relativi a queste tipologie di spese, il limite del 75% non si applica:
• spese sostenute a fronte del servizio di mensa gestito da terzi;
• spese sostenute nell’esercizio di una convenzione con un esercizio pubblico per la
fornitura di un servizio di mensa esterna;
• spese per l’acquisto dei buoni pasto;
• per le imprese emittenti buoni pasto, in quanto l’importo che la società emittente
corrisponde ai pubblici esercizi convenzionati costituisce un costo per l’acquisizione di
servizi (somministrazione di alimenti e bevande) che concorrono direttamente alla
produzione di ricavi della stessa società emittente;
• per le spese alberghiere e di ristorazione sostenute dai tour operator e dalle agenzie di viaggi.
Per i lavoratori autonomi le soglie di deducibilità ordinariamente applicabili alle spese di vitto e alloggio (75%dell’onere sostenuto, nei limiti del 2% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta) non si estendono ai medesimi costi se, nello stesso tempo, questi sono:
• sostenuti dall’esercente arte o professione per l’esecuzione di un incarico;
• addebitati analiticamente in capo al committente.

Registrazioni contabili delle spese di vitto e alloggio

Le prestazioni alberghiere e le somministrazioni di alimenti e bevande, in quanto spese legate all’acquisizione di un servizio, devono essere rilevate nella voce B.7 del Conto economico. Rientrano in tale voce anche le spese sostenute a beneficio di lavoratori dipendenti e assimilati in trasferta.

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