Nuove modifiche all’utilizzo del contante

 In Amministrazione, Finanza, Controllo

Il Decreto fiscale 2020 introduce modifiche finalizzate a ridurre il regime di utilizzo del contante, stabilendo che il valore soglia, pari a 3.000 euro nella legislazione previgente, oltre il quale si applica il divieto al trasferimento del contante fra soggetti diversi, venga ridotto a 2.000 euro a decorrere dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, per ridursi ulteriormente a 1.000 euro a decorrere dal 1° gennaio 2022.

Il divieto all’utilizzo del contante per operazioni che superano un dato importo viene considerato una delle misure di contrasto ulteriori rispetto agli obblighi di adeguata verifica della clientela che devono essere eseguiti da intermediari bancari e finanziari e altri operatori finanziari e non, individuati dall’art. 3, del D.Lgs. n. 231 del 2007, ai fini della segnalazione delle operazioni sospette.

Come misura ulteriore, rispetto alla segnalazione delle operazioni sospette, si prevede il divieto di trasferire denaro contante o titoli al portatore per somme maggiori o uguali a una certa soglia. Tale soglia, prevista anche per le attività svolte dai cambiavalute con i clienti, è stata portata a 3.000 euro dalla L. n. 208 del 2015 (Legge di Stabilità 2016) mentre, in precedenza, il D.L. n. 201 del 2011 aveva ridotto il limite a 1.000 euro (il precedente limite per i cambia valute, previsto dal D.Lgs. n. 169 del 2012, era di 2.500 euro).

Il generale divieto di utilizzo del contante oltre un certo valore soglia è accompagnato da specifiche deroghe applicabili agli operatori del settore del commercio al minuto e del turismo, i cui operatori possono vendere beni e servizi a cittadini stranieri non residenti in Italia, entro il limite di 10.000 euro in contanti, utilizzando un’apposita procedura.

Un’ulteriore deroga riguarda il servizio di money transfer (rimessa di denaro), per il quale la soglia è invece fissata a 1.000 euro, dall’art. 49, co. 2, del D.Lgs. n. 231 del 2007.

Alla luce delle modifiche in esame, tale valore è destinato essere ricompreso nella norma generale, non potendosi più configurare, a partire dal 2022, una fattispecie derogatoria rispetto alla soglia di 1.000 euro che sarà applicabile a tutte le operazioni.

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