Cuneo fiscale : come si calcola

 In Amministrazione, Finanza, Controllo

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Si può definire il cuneo fiscale la somma delle imposte e dei contributi (dirette, indirette contributi previdenziali) che pesano sul costo del lavoro, sia per quanto riguarda i datori di lavoro, sia per quanto riguarda i dipendenti (e i liberi professionisti). Il cuneo fiscale è praticamente la differenza tra quanto un dipendente costa all’azienda e quanto lo stesso dipendente incassa, netto, in busta paga.

In Italia, secondo alcuni dati, il cuneo fiscale e contributivo è pari al 46% . Del totale delle imposte e dei contributi sociali che gravano sul costo del lavoro, il 25,4% è a carico del datori di lavoro, il 20,6% a carico del lavoratore.

Per il calcolo si prendono in considerazione tutte le tasse dirette, indirette e i contributi previdenziali che lavoratori e datori di lavoro devono versare nelle casse dell’erario.

La sua importanza è dovuta al fatto che rappresenta un chiaro ed inequivocabile indice della somma di tutte le tasse che pesano sul costo complessivo del lavoro (comprendendo sia il committente che chi esegue la prestazione).

Per spiegarlo in maniera ancor più semplice, il cuneo fiscale è la differenza tra la retribuzione lorda versata dal datore di lavoro e lo stipendio netto incassato dal dipendente.

Cuneo fiscale e cuneo previdenziale

La differenza sostanziale tra le due tipologie sta tutta nella differenza di tributo che sia andrà a versare:

Da una parte c’è il cuneo fiscale ovvero l’insieme delle tasse dirette ed indirette che costituiscono la fiscalità generale e che sono necessarie per finanziare la così detta spesa pubblica (infrastrutture, scuola, sicurezza, ecc).

Dall’altra c’è invece il cuneo previdenziale ovvero i contributi previdenziali che sono indispensabili per sostenere i sistemi pensionistici obbligatori e che vengono restituiti ai lavoratori sotto forma di servizi pubblici. Si può affermare che il cuneo previdenziale nel costo del lavoro, rappresenti una spesa a sostegno dei diritti dei lavoratori.

Ogni anno le finanziarie prevedono novità e correttivi per cercare di limitare l’impatto del cuneo fiscali.

Rimodulare gli “80 euro” introdotti dal governo Renzi che diventerebbero detrazioni fiscali da estendere ai lavoratori con reddito annuo fino a 35mila euro è ad esempio  l’ipotesi su cui il ministero dell’Economia, stanno lavorando nella manovra di bilancio 202o al fine di ridurre il cuneo fiscale a esclusivo vantaggio dei lavoratori .

 

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